Per la rimonta dell’Africa si punta sulle energie rinnovabili
Saranno le energie rinnovabili a soddisfare gran parte delle crescenti esigenze energetiche dell’Africa entro il 2040, parallelamente allo sblocco delle vaste risorse idroelettriche di cui gode il continente e ancora poco sfruttate.
Secondo alcune anticipazioni del rapporto, la domanda di energia a sud del deserto del Sahara crescerà dell’80 per cento parallelamente al quadruplicarsi della crescita economica durante lo stesso periodo.
Quasi la metà di questa crescita energetica del Continente sarà garantita da energie rinnovabili ed energia idroelettrica, precisa la IEA/AIE con sede a Parigi.
I risultati dello studio sono i più dettagliati mai raccolti e prodotti finora nell’analisi della domanda di energia in Africa e suggeriscono che il continente farà registrare “un grande passo avanti” nella diffusione di elettricità nelle zone rurali contribuendo allo sviluppo di intere comunità e all’uscita dalla povertà di molte persone.
L’AIE, che svolge funzioni di consulenza alle nazioni sulle politiche energetiche, abbozza anche la portata della sfida attesa per portare il continente africano più vicino agli standard energetici di cui godono i paesi industrializzati.
L’Africa sub-sahariana rappresenta il 13 per cento della popolazione mondiale e il 4 per cento della domanda di energia. Solo 290 milioni, dei 915 milioni di abitanti della regione, hanno accesso all’elettricità. Due terzi del denaro speso in energia viene destinato a sviluppare risorse per l’esportazione.
Il rapporto sottolinea poi come le fonti rinnovabili, guidate dall’energia solare, garantiranno un contributo crescente alla rete elettrica. Attualmente solo il 10 per cento delle potenziali risorse idroelettriche vengono sfruttate.
Secondo gli esperti dell’AIE, i grandi impianti idroelettrici e a combustibili fossili miglioreranno la copertura energetica nelle aree urbane, mentre altre fonti energetiche pulite porteranno elettrificazione nelle zone rurali. Mini-griglie elettriche e sistemi off-grid ( detti anche ‘a isola’, ovvero scollegati dalla rete principale) forniranno energia al 70 per cento di quelle persone nelle aree rurali che per la prima volta avranno accesso all’energia. I due terzi di queste mini-reti saranno alimentate da piccole centrali idroelettriche solari ed eoliche.
Queste tecnologie stanno diventando sempre più attraenti nei confronti di generatori diesel a causa dei costi in diminuzione.



