Muri non isolanti e finestre con spifferi: piano salva energia per l’80 per cento dei palazzi
A Milano e provincia lo spreco energetico è a livelli record e in Lombardia più di 1 milione di edifici è nelle classi nere. Palazzo Marino prepara un patto con banche e associazioni per mutui mirati agli interventi di risparmio
Muri non isolati, finestre che lasciano passare l’aria, caldaie vecchie e fonti rinnovabili ancora lontane dall’essere diffuse. Le case lombarde hanno una certa età, ed è questa una delle prime cause delle scarse prestazioni energetiche. Troppo spreconi, gli edifici: i due terzi appartengono alle classi più basse, E, F e G. E a Milano e provincia, se possibile, va anche peggio, con quasi l’80 per cento degli stabili maglia nera. Riqualificare casa costa, del resto, anche varie migliaia di euro. È anche per questo che il Comune punta a creare una filiera che metta i milanesi nelle condizioni di poter accedere più facilmente a un credito mirato. L’obiettivo è arrivare nei prossimi mesi a un patto tra gli amministratori di condominio e le associazioni di categoria da stipulare con le banche per finanziamenti specializzati.
Le ristrutturazioni funzionano se anche l’edifico viene adeguato, con un isolamento a cappotto di solito, la procedura standard. I sistemi di generazione di calore iniziano a integrare le fonti rinnovabili, dal solare termico alle pompe di calore geotermiche: anche su questo fronte la Lombardia deve recuperare, se si pensa che tra gli impianti condominiali il 20 per cento risale a prima degli anni ‘80 e oltre la metà ha più di 15 anni. Le ultime tecnologie sono ancora poco diffuse: il 48 per cento degli impianti utilizza caldaie tradizionali, il 20 per cento caldaie a condensazione e solo nel 7,3 per cento dei casi si sono installati teleriscaldamento e pompe di calore.
Il potenziale economico, poi, non è da trascurare: «Quello della ristrutturazione energetica degli edifici rappresenta uno dei più promettenti assi di investimenti capaci di rimettere in pista l’economia delle costruzioni — sostiene il presidente lombardo di Legambiente, Damiano Di Simine — .
Investimenti remunerativi per l’ambiente ma anche per i privati, perché garantiscono allo stesso tempo il risparmio in bolletta e la rivalutazione degli immobili: per sbloccare gli investimenti occorrono però politiche pubbliche che scommettano su questo sentiero virtuoso di innovazione del patrimonio edilizio, stabilizzando le agevolazioni fiscali e rendendole accessibili a tutti».



