Imprenditori in guerra contro lo spalma-incentivi
Industriali e agricoltori bresciani sono sul piede di guerra e annunciano ricorsi contro quella che considerano una beffa. Il decreto «Spalma-incentivi», emanato dal governo in agosto, mira a ridurre i finanziamenti pubblici che lo Stato eroga ai mega impianti fotovoltaici, superiori ai 200 chilowatt. Gli imprenditori accusano il governo di aver modificato un contratto stipulato con altre clausole e benefici.
I mega impianti sopra i 200 chilowatt (un casa di solito non supera i 3 Kw) nel Bresciano sono 264: un numero esiguo (1,5%), ma la potenza installata è il 42% del totale. Si tratta di impegni finanziari milionari: solo dopo almeno 7 anni è possibile rientrare dalle spese e guadagnare. Con un duplice vantaggio: certificati verdi per lo Stato, che deve rispondere agli obiettivi europei di riduzione della CO2, e soldi per chi ha investito. Si stima che un impianto «viva» circa vent’anni, e per tutto questo tempo riceve dal ministero dell’Economia un finanziamento in base all’energia prodotta. Con il decreto Spalmaincentivi i contributi diminuiscono fino all’8% e quindi crescono i tempi di ammortamento



