Energia a prezzi competitivi: così la montagna cuneese punta ad attrarre insediamenti industriali
Montagna in crisi, incapace di attirare turismo al di fuori di mega impianti di risalita che distruggono l’ambiente e riducono ulteriormente le presenze estive. Ma anche montagna che, altrove, punta ad attirare investimenti produttivi che evitino spopolamento ed incuria del territorio, con conseguenze drammatiche anche per la pianura. Così la Valle Varaita, nel Cuneese, ha iniziato a sperimentare iniziative in grado di coniugare impresa ed ambiente. Puntando innanzi tutto sull’energia rinnovabile.
«Perché – spiega Mariano Allocco, dell’Associazione Terre Alte – non si può prescindere dalla priorità energetica in quanto motore finanziario endogeno in grado di sostenere sul lungo termine servizi sociali ed ambientali nonché filiere produttive virtuose». Il progetto, già avviato, prevede la realizzazione di quattro impianti idorelettrici (uno già in funzione ed un altro in fase di ultimazione che inizierà a produrre il prossimo anno) e di uno di cogenerazione elettrotermica da biomasse legnose locali.
Dopodiché è nata la Gestalp, azienda che si sta occupando della lavorazione delle carni. Sia della carne degli animali stanziali sia degli ungilati selvatici cacciati e provenienti dai Parchi.
A queste attività si affianca il centro di lavorazione del legno che può contare su un’area forestale di 3.500 ettari di foreste coinvolte nel progetto. L’occupazione crescerà progressivamente, man mano che all’attività di taglio e di produzione per l’impianto di cogenerazione si affiancheranno le iniziative artigianali collegate al settore del legno.
Le ricadute saranno di varia natura. Da un lato l’utile della gestione idroelettrica – valutabile in oltre 100mila euro all’anno per i due soli impianti iniziali – sarà distribuito per il sostegno alla scolarità dei giovani del territorio e per la ricerca destinata alle attività produttive con la creazione di almeno 20 posti di lavoro qualificati.
Inoltre il piano legato alle acque consentirà di irrigare e di mettere in produzione 400 ettari attualmente non serviti dalla rete irrigua. La produzione foraggerà potrà aumentare del 50% e sarà ricavato spazio per colture specializzate di alta montagna. Saranno potenziate le attività legate al comparto artigianale del legno e dell’edilizia e si investirà sul turismo sostenibile, in un ambiente migliorato anche sotto l’aspetto della qualità del paesaggio. Senza dimenticare i minori costi per affrontare emergenze ambientali grazie al miglioramento dell’assetto idrogeologico.




