13.102014

Efficienza energetica, strade per una nuova politica industriale

La situazione degli approvvigionamenti energetici pone crescenti problemi di sicurezza alla luce delle crisi in Ucraina e Libia. Un blocco della distribuzione di gas nel settore civile avrebbe effetti più gravi di un black-out elettrico perché i tempi di ripristino del servizio sarebbero molto più lenti. Occorre però valutare con saggezza il potenziamento delle infrastrutture di approvvigionamento considerato il rischio di avere enormi investimenti inutilizzati, come è già successo per il parco elettrico. 

Il primo effetto è quello di ridurre gli esborsi per le importazioni di combustibili fossili che nel 2013 hanno raggiunto per l’Europa i 400 miliardi di euro. Una politica di efficienza energetica, in presenza di un accordo mondiale sul clima, indurrebbe inoltre una riduzione dei prezzi. Si aggiungerebbe così un altro vantaggio
economico, indiretto, oltre a quello diretto dato dalla riduzione di consumi e importazioni. Per di più si eviterebbe la realizzazione di alcune infrastrutture di trasporto del gas.

La combinazione del taglio di consumi e prezzi contribuirebbe quindi a ridurre il gap di competitività tra l’Europa e gli Usa e la Cina (che godono di prezzi energetici inferiori), ridare fiato all’economia, migliorare i bilanci delle imprese e ridurre le spese delle famiglie. Essendo una tipica manovra anticiclica, consentirebbe inoltre un significativo incremento dell’occupazione.

Ma questo scenario innescherebbe altre ricadute positive. Un quadro certo con obiettivi sul lungo periodo sull’efficienza stimolerebbe infatti la ricerca e la produzione di tecnologie innovative, aprendo nuove opportunità per le esportazioni di un settore previsto in forte crescita.

L’efficienza svolge inoltre un ruolo centrale nella lotta al riscaldamento del pianeta. LaIEA ha stimato che il 38% del taglio delle emissioni in uno scenario di prudenza climatica (2°C) verrebbe garantito dagli interventi di efficienza energetica, mentre le rinnovabili contribuirebbero con il 30% delle riduzioni. Altri preziosi benefici collaterali vengono infine dalla riduzione degli inquinanti locali.