23.102014

Clima-energia 2030: anche le aziende vogliono target piu’ ambiziosi

Pacchetto clima energia, il dibattito si fa sempre più caldo. E alla vigilia degli incontri del Consiglio Europeo, anche i Numero Uno delle principali aziende mondialichiedono obiettivi di riduzione delle emissioni di almeno il 40 per cento.

Il Prince of Wales’s Corporate Leaders Group, che raccoglie attorno a se’ le grandi imprese d’Europa, tra cui Acciona, Coca-Cola Enterprises, DSM, Ferrovial, Philips, Skanska, Shell e Unilever, ieri ha invitato l’Unione europea a rafforzare i propri sforzi contro i cambiamenti climatici, partendo dal taglio di almeno il 40% delle emissioni di CO2. Ma non solo. I target dovrebbero essere vincolanti e incrementare la quota di rinnovabili.

Essi hanno inviato una lettera ai leader dell’Ue chiedendo di impegnarsi in questo senso, anche per non danneggiare l’economia.

Intanto, l’Europa starebbe guardando con rinnovato interesse alle tecnologia per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, punto quest’ultimo che sta destando preoccupazione in Gran Bretagna. Una nuova bocciatura arriva anche dal Vicepresidente del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), il prof. Jim Skea, che ha criticato l’obiettivo di riduzione delle emissioni 2030 dell’UE, sostenendo che non è abbastanza. Parlando alla BBC, Skea ha detto:

“Non credo che molte persone abbiano capito quanto sia grande il compito. È assolutamente straordinario e senza precedenti. La mia ipotesi è che il 40% per il 2030 sia troppo poco ed è già troppo tardi”.

Un portavoce del Commissario clima Connie Hedegaard ha replicato: “Il nostro obiettivo del 40% è in linea con la scienza in quanto ci mette sulla strada giusta per raggiungere il target di riduzione delle emissioni del 80% -95% al 2050”.