30.042014

Stangata fiscale alle agroenergie

Il bonus Irpef sarà coperto con aumenti alla tassazione degli impianti alimentati ad agroenergie

Il Decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 (“Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale”), all’articolo 22 comma 1 nasconde una brutta novità per la fiscalità agro-energetica.

L’obiettivo di questo intervento normativo è – come si legge nella relazione tecnica – quello di “modificare a partire dal periodo di imposta 2014 la determinazione del reddito imponibile derivante dalla produzione e cessione di energia elettrica a calore da fonti rinnovabili agro-forestali e fotovoltaiche nonché di carburanti prodotti da coltivazioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo effettuata dagli imprenditori agricoli”.
In particolare, “si stabilisce che il reddito è determinato apportando ai corrispettivi delle operazioni (cessioni) effettuate ai fini IVA il coefficiente di redditività del 25%, laddove a legislazione vigente tale operazioni (produzione e cessione) si considerano attività connesse e produttive di reddito agrario (quindi determinato in via catastale)”.
L’aggravio fiscale previsto rischia di compromettere definitivamente l’equilibrio economico-finanziario delle imprese agricole che hanno investito nel settore delle rinnovabili.
Ricordiamo che finora l’imposizione fiscale sulla produzione e cessione di energia rinnovabile, essendo questa considerata “attività connessa”, era avvenuta sul reddito agrario, determinato mediante l’applicazione di tariffe d’estimo catastale.
La determinazione del reddito con l’aliquota del 25% sull’ammontare dei corrispettivi, con il cambio delle regole d’imposizione “in corso d’opera”, produce, infatti,  effetti dirompenti sui piani d’investimento e sulle fonti di finanziamento bancario.
Per approfondimenti: http://www.qualenergia.it

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